TOBIA LAMARE

dirty soul surf rock from south east Italy

Anni ’80 ed estati caldissime. Pomeriggi passati all’insegna del cronometro anti-congestione che i miei genitori facevano partire dopo abbuffate di parmigiane e paste al forno. Interminabili momenti alla ricerca dell’ombra nella casa al mare dove il momento della siesta era sacro almeno quanto la messa della domenica.  Non potevi nemmeno accendere lo stereo o giocare. Probabilmente potevi leggere. Lo so, avrei potuto leggere.

Sapore di mare 2

Nel mio paradosso temporale digestivo di essere al mare ma fuori dall’acqua, invece, guardavo la programmazione estiva di film fatta per chi si trovava lontano dalle spiagge. Ero piccolo e mio fratello maggiore mi spiegava le battute facendo da ponte tra la preadolescenza e lo schermo.

Sapore di mare 2”, “Giochi d’estate” seguito da “In viaggio con papà” li ho scoperti quell’estate.

Io e mio fratello crescevamo e ci ritrovammo teenager in inverno travolti da “I Ragazzi della terza C”: telefilm generazionale di incredibile successo con gag che diventarono reali nelle scuole di tutta Italia. “Lazzareeeetti…Due” e “Quanto sei cretino, carino!” erano usati senza discriminazione da prof e alunni.

Cattiva

Francesca è molto gentile e ci porta in viaggio attraverso il suo percorso artistico, che parte dal teatro e attraversa un cinema a volte fortunato ai botteghini e a volte ostacolato da dinamiche di produzione che conosciamo bene anche noi musicisti. Ci regala una bellissima descrizione di Peter Greenaway, con cui ha lavorato, e ribalta la mia teoria che lo teorizzava come un genio un po’ antipatico alla Bob Dylan. E’ un viaggio in cui c’è sempre il teatro e nel teatro la troviamo, oggi, in uno spettacolo dedicato alle donne di Dante che coinvolge musica, danza e lettura.

Non è semplice per chi fa musica, teatro, spettacolo capire come comportarsi in questo momento. Non è facile prendere decisioni e fare un calendario delle produzioni. Non è facile provare avendo un vuoto davanti al palcoscenico. Chi lo fa ci riesce perché ha un amore viscerale verso questo mestiere e perché l’ha sempre fatto.

Il covid non è la prima difficoltà che il mondo dello spettacolo abbia incontrato, ma è probabilmente  tra le più grandi. Il cinema, la musica, il teatro vivono ancora perché è di questo che parliamo quasi tutti i giorni. Il primo film italiano che ho fatto guardare ai miei conviventi argentino-colombiani è stato “In viaggio con papà” e un applauso dal divano anche per Francesca Ventura c’è stato. Probabilmente non l’ha sentito, perché lei era in Toscana e noi in Salento. Per questo motivo glielo scriviamo qui sopra così, magari, riesce a immaginarlo.

One hot summer in the ‘80s. Spending afternoons waiting for the end of the time of digestion that every Italian parent impose to every kid after a big lunch with baked pasta and parmigiana. Endless moments looking for a shadow in the house where the siesta moment is sacred like the holy Sunday Mass. You couldn’t play or listen to a record. You could read a book. Yeah, I could have read a book.

In my paradox made of time and digestion I was living by the sea but I was out of the watching beach movies scheduled on tv for all the people that were located far away from the coast. I was a kid and my big brother was the filter between the screen and my eyes explaining me all the jokes. It was during that summer that I watched “Sapore di mare 2”, “Giochi d’estate” and  “In viaggio con papà”. Me and my brother grew up as teenagers and, during the next winter, we were so much into the popular tv series “I ragazzi della terza C”, like all the boys and girls in Italy at that time.

I ragazzi della terza C

Francesca is very kind and drive us through her artistic career. She started with the theatre and with some very popular movies and she also met the dark side of the show business that, as a musician, I know it very well. She makes a beautiful description of Peter Greenaway, that directed her in “The Tulse Luper Suitcases”, changing my perspective of the unpleasant genius a-la Bob Dylan that I had in my mind. The theatre is always around, and in the theatre we find her now with a play about Dante Alighieri’s women.

foto di Gianmarco Mongardi

It’s not easy for all the people into music, theatre, show business to understand what to do during these days. It is not easy to make decisions or to schedule any kind of show. It is not easy to rehearse knowing that you are having no one in front of your stage. Who are making music or theatre during these months is doing it because of their deep love for art.

Covid is not the first bad thing met by the world of entertainment but it is probably one of the biggest bad things that we have ever met. Cinema, music and theatre are still alive because people watch and listen to them every day. The first Italian movie that I have seen with my house mates from Colombia and Argentina is “In viaggio con papà”. From our coach, at the end of the movie,  there has been a big applause also for Francesca Ventura. Probably she couldn’t have noticed it, because she was in Tuscany and we were in Salento and, for this reason, we write it on this post so, maybe, she can try to imagine the scene.

“Louie Louie” è il migliore singolo da party mai scritto. E’ la canzone che ha legato I teenager all’attitudine rock n roll.

E’ il sei aprile del 1963 quando I Kingsmen registrano la loro versione. E’ stata come una bomba che ha continuato a esplodere per anni e anni generando più di 1000 versioni diverse.

La verità è che la versione orginale appartiene al grande Richard Berry che era stato ispirato da una canzone Latina chiamata “El Loco Cha-Cha” e suonata da Ricky Rillera and the Rhythm Rockers. Nel 1955 Berry registra e pubblica il pezzo come b-side della sua versione di “You are my sunshine”. Berry finì nei guai e così, nel 1959, lasciò alla Flip Records tutti i diritti di “Louie Louie” per 750 $. Passò tutta la vita non guadagnando un solo dollar dalla canzone che eera suonata da tutte le rock band del mondo. Negli anni ’80 scoprì che poteva avere indietro le royalties del brano grazie al brand “California Cooler” che lo voleva usare per un suo spot. Quello fu il giorno in cui Berry divenne milionario.

“Louie Louie” is the best party single from all the decades. It’s the song that has bonded the teenagers to the rock n roll attitude forever.

On April 6th 1963 the band The Kingsmen recorded their version. It was like a bomb that kept exploding for years and years generating more than 1000 different versions.

The truth is that the original version belongs to the big Richard Berry that had been inspired by the latin song called “El Loco Cha Cha” played by Ricky Rillera and the Rhythm Rockers. In 1955 Berry recorded the song as a b-side for his “You are my sunshine”. Berry was in trouble, and in 1959 he sold for 750 $ the rights of his song to Flip Records. He spent his life not earning a dollar from the song that was everywhere and played by every band. During the ‘80s he discovered that it could be possible to claim back his part of the royalties thank’s to the brand “California Cooler” that wanted to use the song for a spot. That was the day that Berry became a millionaire.

Parlare con Glenn Saxson è stato come fare un bel tuffo nel cinema del passato. Roel Ekhard Bos arriva in Italia nella metà degli anni ’60 con “una moglie e una macchina vecchia”, ci racconta. Lavorava nel teatro in Olanda ma decise di provare l’avventura del cinema a Roma. La prima parte è una piccola apparizione in un film di Luchino Visconti (“Sandra”), poi diventa il cowboy “Django spara per primo” e soprattutto “Kriminal” per due volte. Il suo manager gli fa cambiare nome, e fa centro, perché il suo pseudonimo ha un perfetto suono per l’Italia di quei tempi, come hanno un sound perfetto le colonne sonore dei film che interpreta. Ne parliamo ed escono fuori i nomi di Piero Piccioni, Bruno Nicolai, Ritz Ortolani e Romano Mussolini ma mi dimentico di dirgli che la colonna sonora di “Kriminal” è un classico del dance floor per gli amanti del vintage sound.Kriminal

Glenn è generoso nel suo racconto e ci parla di una Roma che era in un momento incredibile per il cinema. Ci racconta di quando per “Kriminal” ha girato in Turchia, Spagna, Libano ed escono altri titoli come: “Carogne si nasce” e  “Addio, Alexandra”. Quest’ultimo con la bellissima e sfortunata Anna Maria Pierangeli: una delle prime attrici italiane ad aver fatto il boom a Hollywood nel dopoguerra.

Arriviamo negli anni ’70 quando il suo ruolo si ribalta in quello di produttore e dà alla luce lavori al limite dell’avanguardia e intrisi di grottesco. Sono film che hanno un carattere unico, che non si è più ripetuto. Gli anni settanta avevano una fascinazione esotica per il noir e un sapore agrodolce per tematiche come il sesso e la libertà di costumi. Stiamo parlando di film cult spesso censurati, film che erano degli esperimenti, con cui anche inconsapevolmente, si provava a cercare dove erano i confini del senso del pudore che la società aveva tracciato. Il corpo nudo, la religione, le buone maniere, si scontravano con la fertilità dell’arte generando dei big bang in celluloide di cui si ha poca memoria. Bisogna aspettare nuovi registi e nuove visioni, come quelle di Quentin Tarantino, per reinterpretare e dare giustizia a queste pellicole dimenticate.

Dopo gli anni ’70, tutta la filiera di produzione cinematografica ha rallentato e il suo ultimo film romano da attore è “Acqua e Sapone” di Carlo Verdone. Seguono produzioni televisive in Germania, Olanda e ancora in Italia negli anni 90.

Parliamo anche del nuovo cinema italiano ed ovviamente anche di quel talento straordinario di Sorrentino. Ma il discorso arriva anche alle serie come Breaking Bad fino a raggiungere le strade misteriose della vita che l’hanno portato, fortunatamente, in Costa Rica. Proprio nel caldo paese, verso la fine del secolo scorso, ha costruito un albergo eco friendly vicino a una spiaggia paradiso dei surfisti che ha avuto un successo straordinario.

Ora Glenn vive in Olanda ma torna spesso in Italia. E’ simpatico e amichevole e promette di venire a trovarci in uno dei suoi futuri viaggi verso il sud. Fa parte di una generazione avventurosa che ha visto scene irripetibili nella storia dello spettacolo. Anche noi stiamo vivendo un momento incredibile e sarebbe bello riuscire a essere smart come Kriminal o avere il sangue freddo di Django durante il Covid. Oppure possiamo ricordare che se non abbiamo una soluzione e se il mondo non può essere un posto migliore forse lo possono essere gli esseri umani. Viaggiamo con la testa, agiamo eleganti e ricordiamo di essere sempre gentili e un po’ cowboy o, a seconda delle preferenze, cowgirl.

Talking to Glenn Saxson it has been like jumping inside another movie era. Roel Ekhard Bos arrives from Holland to Italy in the middle of the ‘60s with a “wife and an old car” to try the adventure with the movies in Rome. He was a theatre actor and his first part on the big screen was with Luchino Visconti (“Sandra”) and then he became “Django shoot first!” and twice “Kriminal”. His manager changed his name and the sound of the pseudonym is perfect at that time for Italy. Like the perfect sound of the soundtracks of the movies where he plays. We talk about Piero Piccioni, Bruno Nicolai, Ritz Ortolani and Romano Mussolini. I forgot to mention that the soundtrack from “Kriminal” is a classic on the dance floor for vintage lovers.

Glenn is generous with his story and he talks about the incredible moment for Rome and the movies and when he was around Turkey, Spain, Lebanon, Egypt, U.K. to shoot “Kriminal”. Many other titles came out: “Carogne si nasce” or “Addio Alexandra” with the beautiful and unlucky Anna Maria Pierangeli: one of the first Italian actress that had success in Hollywood in the postwar years.

In the ‘70s his professional position changed from actor to producer and he gave the birth to some movies with a grotesque and avant-garde style. They are works with a very original personality, classics that will never come back. The 70’s had an exotic fascination for the noir character and a bittersweet for themes like sex. We are talking about cult movies, about movies that were banned and that were experiments to find out the borders of the common decency marked by the society. Naked bodies, religion, good manners and collides with the fertility of art generating a Big Ben of celluloids that only few remember. We had to wait for new directors, like Quentin Tarantino, to spot on that gems and give a new opinion about that forgotten movies.

After the ‘70s all the movie industry slowed down and his last movie in Rome was “Acqua e Sapone” directed by Carlo Verdone and in the next years he acted for television in Germany, Holland and Italy again.

We talks about the new Italian movies and the extraordinary Paolo Sorrentino. We also talks about TV series like Breaking Bad and about the mysterious ways of life that brought him, luckily, one day To Costa Rica where at the end of the last century he founded an eco friendly hotel in the jungle near one of the paradise for surfers. Now Glenn lives in Holland he often comes back to Italy. He’s a friendly and nice person and he promises to come here for a visit during the next trip in the south.

He’s a part of an adventurous generation that has seen an incredible period for the show business that has never come back. We are walking through incredible days as well and it would be nice if we could be smart like Kriminal or to have the cold blood of Django during the Covid. We can remember that in case we don’t have a solution we can choose how to act and if the world can’t be a better place maybe humans can be. Let’s dream to travel, be smart and let’s remember to be kind and to be a bit cowboy, or according to your tastes, a bit cowgirl.

Non è semplice definire cos’è la Lounge Music. E’ difficile inquadrare i suoni perché le sue coordinate stilistiche potrebbero trovarsi molto più facilmente in un libro sul design che sopra un pentagramma. E’ però possibile immaginare quando è nata la musica lounge: ruggenti anni ’50 in un dopoguerra che vedeva scapoli cinquantenni soggiornare in alberghi lussuosi nelle mete esotiche più gettonate come le isole del Pacifico. Posti in cui il secondo conflitto mondiale non aveva seminato distruzione e dove bisognava soddisfare l’esigenza di un sottofondo musicale che andasse in coordinato dei martini cocktail mentre i nostri prodi scapoloni si immolavano in grandi strategie di conquista per la serata.

Quindi serviva un sottofondo fatto di orchestre completate da strumenti esotici con sonorità atipiche che, soprattutto durante i ‘60s, interpretavano grandi successi del pop o del rock. La lounge music era l’ammorbidente della serata, ovvero tutto quello che ti serviva per creare la giusta atmosfera per lo scapolo giaguaro o per la donna pantera. Anche i film di Hollywood facevano la loro parte nel creare fantasie esotiche, d’altronde Elvis a Graceland si fece arredare una “Jungle Room” in perfetto stile Tiki.

Dal Pacifico al Mar Mediterraneo la mutazione delle orchestre in chiave easy listening si palesa nel piano bar da Riviera, dove  il milionario scapolone si trasforma in bagnino e a farla da padrone è un sassofono alla Fausto Papetti che sembra voler sbottonare le camicette delle avvenenti signore a ogni nota di assolo. Tutto assolutamente esotico e molto Felliniano.

 

L’evoluzione sonora, durante i novanta, però è avvenuta anche miscelando questo bagaglio culturale da cult movie a ritmi e groove che la facevano da padrone sui dance floor di tutto il mondo, trovando a volte il break beat e a volte della drum and bass in chiave bossa.

Robert Passera è uno dei protagonisti del lounge revival a cavallo del nuovo millennio, ma come ci racconta, la sua esperienza dietro ai piatti era iniziata a farsi seria durante gli anni ottanta. Partendo dalla disco e passando attraverso la acid house e acid jazz, ma sempre immergendosi nelle colonne sonore, arriva sui dance floor di tutto il mondo con “I was a ye ye girl” e “Gringo on the rocks”. Prima di ballare come un pazzo i singoli di Robert, avevo scoperto i Montefiori Cocktail, Sam Paglia, Mike Flowers, Frank Popp Ensemble, Pizzicato Five e tutto un sound che si legava insieme attorno al globo. Quanti dischi della Irma Records, quante colonne sonore stampate dalla Plastic, quanti film ristampati in DVD e locandine originali scovate nei mercatini. Ascoltate la pillola Robert e poi tuffatevi in un sound che potrebbe farvi fare un figurone durante un aperitivo a due con le bollicine, un tappeto di finta tigre e il caminetto acceso. Love and rock n roll.

It’s not that easy to give an exact definition of Lounge Music because it is easier to find some matched styles on a vintage design book than on a pentagram. It is possible to wonder when Lounge Music was born: rugged ‘50s with middle-age bachelors on holiday in super luxury hotels somewhere exotic on an island in the Pacific Ocean. Places where the second world war didn’t destroy and where a musical background was needed while our gentlemen showed their techniques to approach a lady with a martini cocktail.

Hawaii in the ’50s

They needed a smooth background made by an orchestra with an exotic sound that could be able to rearrange pop and, later in the ‘60s, rock hits. Lounge music was a softening for the night mood or everything you needed to set the perfect atmosphere to help our cougar man to make a move on the panther lady. Hollywood movies had their part in pushing the exotic fantasy in the dreams of all the people, even Elvis had a full tiki style furnished room in Graceland called “the Jungle Room”.

Robert Passera

Robert Passera

The lounge orchestra sound had a mutation going from the Pacific to the Mediterrean Sea and becoming what I call a “Riviera style piano bar”: where the beach life guard took the place of the bachelor and the Fausto Papetti’s sax sound seemed to unbutton all the charming lady’s shirts with every note of the solo. Everything exotic and with a Fellini touch.

The evolution of this sound, in the 90’s, has been also the result of mixing cult movies culture with rhythm and grooves that were danced all over the world, like breakbeat or a drum n bass line in a bossa version.

Robert Passera is one of the key artists of the lounge renaissance of the new millennium, but he started to dj in the ‘80s.  He was into disco and moved through acid house and acid jazz but being always in deep connection with the soundtracks of the 60s and 70s. Robert arrived on the dancefloor all over the world with the super hit “I was a ye ye girl” and with “Gringo on the rocks”. Before Robert I had discovered Montefiori Cocktail, Sam Paglia, Mike Flowers, Frank Popp Ensemble, Pizzicato Five and a sound that had a bond for different bands and procedures all over the world.  I was a big fan of the lounge revival and I bought so many album from Irma Records or  from Plastic., old movies in dvd and original posters and everything I could find in some flea market. I suggest to listen to some Robert Passera production and to lose yourself into some records that could help you with an aperitif for two, with some sparkling wine, a fake tiger carpet and the fireplace on. Love and rock n roll.

“A diciassette anni ero stata chiamata da Pasolini per interpretare mamma Roma, ma poi vide che ero troppo giovane e allora mi disse che avrebbe avvertito un suo assistente (Bernardo Bertolucci) per una parte nel film La commare secca”. E’ iniziata così la carriera di Gabriella Giorgelli: con un treno da Livorno diretto a Roma, una valigia e due occhi come fari abbaglianti, per citare Mal.

Delitto sull'autostrada (1982)

Delitto sull’autostrada (1982)

Novantaquattro film, il primo nel 1962 e oggi è ancora grande la voglia di girare. Le chiedo con chi e mi risponde magari con Sorrentino, Garrone (e altri) ma anche con Quentin Tarantino che tanto si è ispirato a quei cult movies italiani degli anni ’60 e ’70.

Le sue interpretazioni ci fanno conoscere una donna bellissima e piena di energia che ha fatto parte di un altro mondo e modo di fare cinema. Nella nostra chiacchierata non mancano mai i riferimenti musicali e ai grandi maestri delle colonne sonore come Ritz Ortolani e, ovviamente, anche ai maestri della cinepresa come Fellini che la scelse per la “Città delle donne”. Gabriella fa parte della generazione del Piper di Roma: una generazione che ballava e che viveva una libertà diversa da quella di oggi anche grazie al boom economico. Oggi le sembra che non ci sia la ricerca della libertà da parte delle nuove generazioni. Mi vengono in mente invece le fughe da teen-ager di Bob Dylan  e Jackson Browne negli anni sessanta e lei conferma che oggi è molto più facile trovare un quarantenne comodo in casa che scomodo in fuga.

Il mondo è cambiato e così è cambiato anche il cinema. C’era più cura dei particolari nei film  a “zampa di elefante”. Tiro fuori il nome di Simeoni e delle sue locandine mentre parliamo degli spaghetti western, della commedia boccaccesca, dei film con Thomas Milian, di Bombolo, della commedia all’italiana e del suo immortale ruolo di “Cinzia Bocconotti” nel film “Delitto sull’autostrada”. Dice Gabriella: -Ancora oggi ai mercato di Roma mi chiamano Cinzia!-. Ricorda bene il super film psichedelico Terzo canale – Avventura a Montecarlo (1974) pieno di musicisti: New Trolls, Ivan Graziani, Ricchi e Poveri, Mal e i The Trip dove alla chitarra c’era un certo Ritchie Blackmore (Deep Purple).

Il covid ci tiene distanti ma possiamo sempre usare questo tempo per  andare alla ricerca di  film, suoni, canzoni, immagini e storie. Possiamo anche usare questo tempo sospeso per fare conoscere alle nuove generazioni un tempo a cui loro potranno forse ispirarsi e, magari, cercare quello spirito di libertà ed entusiasmo per la vita che si rifletteva nelle scelte, a volte giuste e a volte sbagliate, ma sempre piene di avventura.

 

“When I was seventeen I was selected by Pier Paolo Pasolini for the main role in Mamma Roma, but then he thought that I was too young for that movie and he called an assistant (Bernardo Bertolucci) to suggest me for a part in La commare secca”. Here it starts the long career of Gabriella Giorgelli: a train from Livorno to Rome, a suitcase and two big dazzling eyes. Ninetyfour movies with the first one shot in 1962. Today she wants to act more and more and she would love to be directed by Sorrentino, Garrone or Quentin Tarantino that has always been inspired by Italian cult movies from the ‘60s and the ‘70s.

Gabriella with Federico Fellini

Her characters introduce us to a beautiful and dynamic woman that lived another world and way to make movies. During our chat we have talked about the soundtracks and the big composer like Ritz Ortolani, and also about the great directors like Fellini that chose her for “La Città delle donne”. Gabriella belongs to the years of the Piper in Rome: a generation that danced and lived a different kind of freedom. Different years when the economic boom made the difference. Today she doesn’t see a searching for freedom from the new generations. I agree and mention the young Bob Dylan or Jackson Browne running away from home in the 60s and she replied that nowadays it is easier to find someone living with parents than escaping from them.

 

Il cinico, l’infame, il violento (1977)

The world has changed and so has the cinema. The was more research and caring of the details in the vintage films. As usual I talk about Simeoni and his posters while we are quoting some spaghetti westerns, Boccaccio’s movies, Thomas Milian, Bombolo, the commedia all’italiana and of Gabriella’s immortal character Cinzia Bocconotti in “Delitto sull’autostrada”. She said -Even now when I go to any market in Rome they call me Cinzia!-. She remember well the lysergic movie Terzo canale – Avventura a Montecarlo (1974), full of music and musicians: New Trolls, Ivan Graziani, Ricchi e Poveri, Mal and the Trip where there was a guy named Ritchie Blackmore (Deep Purple) playing guitar.

Covid put a distance much bigger than one meter between people. We are stuck but we can use this strange time to look for new and old sounds, movies, songs or stories. We can introduce the new generations to the analogic era and find the same pursuit of freedom that guided us to make good and bad choices but also to live a life full of spirit of adventure.

C’è un confine tra i film cult e il resto delle produzioni cinematografiche che può essere espresso in quanto tu tieni a queste pellicole dimenticate. Succede che ti ritrovi a esserne un grande fan e  non riesci a spiegarne il motivo. Poi ti viene in mente Quentin Tarantino con il suo amore per Sergio Leone, il kung fu e i film assurdi e tutto prende un senso. Sono produzioni che sono state girate durante un’altra epoca, quando i registi erano aiutati più dagli stuntman che dagli effetti digitali e le locandine venivano disegnate a matita. Le colonne sonore erano sempre grandiose anche per una trama semplice o una sceneggiatura che non avrebbe sicuramente vinto nessun Oscar. C’erano persone reali, nudi reali e corpi reali. Erano come un film di George Méliès con una grande percentuale di esoticismo e assurdità, come se fossi trasposto in un seducente sogno grottesco.

la sanguisuga conduce la danza

Stiamo fluttuando attraverso un universo parallelo dove i perdenti hanno di solito il loro riscatto vincendo una notte d’amore con la super sexy insegnante, amica, zia, poliziotta o qualunque cosa sia caliente.  C’è un grande numero di stereotipi ma posso dire che i perdenti sono, di solito, di genere maschile. Le donne e le ragazze posso essere sovraesposte, nude e vestite sexy ma in genere sono le vincenti, e hanno un cervello.

Non stiamo parlando di Fellini o di Antonioni. Stiamo parlando di qualcosa di assurdo ed estremamente sexy. Sono d’accordo con Walter Veltroni sul fatto che destra e sinistra più estrema andavano d’accordo al cinema. Era il bilanciamento degli anni ’70: film facili per anni pieni di violenza.

Patrizia Webley è stata molto gentile e ha accettato di farsi intervistare in diretta telefonica. Le ho chiesto delle sue canzoni d’amore preferite per San Valentino e lei ha tirato in ballo Battisti, Dalla e Mina di cui ha scelto il brano “Insieme”. Abbiamo parlato anche del cinema cult e di quegli anni di produzioni selvagge. Patrizia ha recitato in Saloon Kitty (1975) di Tinto Brass e in altri film come: PlayMotel, Malabimba, La sanguisuga conduce la danza, Classe Mista, L’educanda, Il letto in Piazza.

Le piace ricordare “Le caldi notti di Caligola” (1978) diretto da Roberto Bianchi Montero dove lei interpreta Livia: la donna che seduce Caligola con il suo incredibile lato-b e salva l’Impero dalla distruzione. “Malabimba” (1979) è un oscuro soft core avvolto in un’atmosfera grottesca e bizzarra. Patrizia appare molto spesso nella commedia all’italiana come: L’educanda, Classe mista, La ragazza alla pari, Il letto in piazza, La sorprendente eredità del cocco di mamma. In più di una recensione si nota il disappunto per non essere stata scelta come protagonista o per essere stata lasciata troppo vestita in “Classe Mista” oppure in “La vergine, il toro e il capricorno”. La teoria di molti è che le sue curve avrebbero fatto passare in secondo piano addirittura quelle di Edwige Fenech.

Stiamo attraversando un periodo difficile. Non sono anni facili e forse questi film cult possono essere d’aiuto per le nuove generazioni che scoprono un genere completamente folle e nuovo per loro, ma anche per i vecchi teenager come me che in caso di pericolo si rifugiano dentro un mondo fatto di  groove degli anni ’70. 

There’s a thin line that remarks a border between cult movies and the rest of the movie industry, that could be expressed in how much you care about these forgotten films. It happens that you discover yourself as a big fan but it is hard to explain why. I quote Quentin Tarantino all the times with his love for Sergio Leone, kung fu and weirdo movies.  They were shot during another era when directors where helped more by stuntmen than by digital effects and the posters were drawn more than photoshopped. Soundtracks were always great even for a simple plot and not an Oscar winning script. There were real people, real nudes, and real bodies. They are a like a George Méliès movie with a big percentage of weirdness and exoticism, like if you were transposed into a grotesque teasing dream.

We are floating through a parallel universe where losers usually have their reward at the end of the movie winning a night of love with a super sexy teacher, friend, aunt, police woman or whatever is hot.  There is a big amount of stereotypes but I can say that losers are usually from the male gender. Women and girls can be over exposed, naked and sexy dressed but they are usually winners, and they have a brain.

We are not talking about Fellini or Antonioni. We are talking about something weirdo and extremely sexy. According to the well know Italian politician Walter Veltroni, even the extreme opposites in politics had an agreement at the movies. It was the balance of the ‘70s: easy movies for years full of violence.

Patrizia Webley was so kind to be interviewed by phone. I asked about her favorite love song during the San Valentino’s week but we also talked about that years of cult movies.

She acted in Saloon Kitty (1975) directed by Tinto Brass and in movies like: PlayMotel, Malabimba, La sanguisuga conduce la danza, Classe Mista, L’educanda, Il letto in Piazza and many more.

She likes “Le caldi notti di Caligola” (1978) directed by Roberto Bianchi Montero where she performed as Livia: the ones who charmed Caligola  with her sexy bum and saved the Roman Empire from the destruction. Malabimba (1979) is an obscure soft core full of a grotesque and bizzarro atmosphere. Patrizia appeared more than once in some “Commedia all’Italiana” like: L’educanda, Classe mista, La ragazza alla pari, Il letto in piazza, La sorprendente eredità del cocco di mamma. More than one reviewers blame about the fact that she had minor roles like in “Classe Mista” or in “La vergine, il toro e il capricorno” and many people think that her body wasn’t showed because it could start an embarrassing competition with the super sexy main character Edwige Fenech.

We  are walking through a very though period. These are not easy years. Maybe cult movies can help in a sort of distraction for young people discovering them for the first time and for old teenagers like me that in case of danger they go in a world made of ‘70s groove.

What do you expect from a Xmas playlist? I can say that I’d love to find some tunes that bring me back to a warm place of my memories. It doesn’t need to be a real place. Christmas time are not always  nice and easy days for everyone. Family ties can be stronger or weaker when you have a Mr/Mrs Scrooge around. The big issue is that Scrooge is not going to redeem and reborn as a lovely person on the morning of 25th of December.

I have always been lucky to have so many people around me during Xmas time. We were, and are, a big family made of friends in love with music. Whatever else was around it was only an additive: lovers, parties, food, drinks, drugs. We believed in music and we followed the sounds and the songs that made us comfortable. My number one sounds for Xmas belongs to the ‘70s, to the soul music and something from the eighties, to the crooners and to my nineties. I know that they are  lots of different sounds together but you will enjoy my playlist. Have your favorite drink,  call someone you miss, smile and Merry Christmas.

Cosa ti aspetti da una playlist di Natale? Mi piacerebbe trovare pezzi che mi portano indietro in un posto caldo nei miei ricordi, e non è necessario che sia un luogo reale. Natale non è sempre un periodo semplice e di festa. I legami familiari diventano più forti ma anche più deboli quando hai intorno un signore o signora Scrooge. Il punto è che Scrooge non sempre diventa una persona buona e simpatica al mattino del 25 dicembre.

Sono sempre stato fortunato ad avere sempre tanta gente intorno durante il periodo natalizio. Eravamo, e siamo ancora, una grande famiglia fatta di amici innamorati della musica. Qualsiasi cosa fosse intorno era comunque un additivo: amori, feste, alcol, cibo, droghe. Credevamo nella musica e seguivamo i suoni e le canzoni che ci mettevano a nostro agio. I miei suoni preferiti per Natale sono quelli degli anni ’70, un po’ di soul, sicuramente qualcosa di ‘80s, i crooner e i miei anni ’90. Sono un sacco di sonorità diverse ma vi piaceranno. Metti la playlist in rotazione, prepara il tuo drink preferito, telefona a qualcuno che ti manca e infine sorridi. Buon Natale

 

Sergio Caputo

La pubblicità non è sempre stata spam nelle nostre email. Il secolo scorso ha visto piccole opere di creatività per promuovere marchi e prodotti. In Italia ci sono stati spot diretti da Federico Fellini e da Pasolini ma ricordiamo anche Franco Battiato ritratto in foto con stivali da cowboy e pantaloni stelle e strisce per promuovere un divano. Anni di ricchezza economica dove si poteva contare su investimenti per uscire fuori dai soliti clichè della produzione pubblicitaria.

La mia amica Rosa Maria Lettieri durante gli anni ’80 ha curato con la sua agenzia molti degli spot televisivi e, in questa puntata di #PILLOLE, ci ha regalato delle pillole sulla musica non scelta ma creata appositamente per gli spot. Ovviamente tira fuori dal cilindro nomi importanti: Eugenio Finardi e Enrico Ruggeri. Loro sono stati protagonisti dello spot della 500, quella di metà anni novanta, che grazie alla musica, ci suggerisce Rosa, riuscirono a farla sembrare addirittura bella.

La chicca stupenda e inaspettata arriva però con la pubblicità del Calippo. Dovete sapere che Rosa oltre a essere autrice dei testi è una grande producer. Il suo successo numero uno è stato Maracaibo.

Una grande producer lavora solo con grandi musicisti  e per il Calippo lei ha collaborato con mio cantautore preferito degli anni ’80: Sergio Caputo. Con lui ha firmato anche le pubblicità della lavatrice Candy con le animazioni in stile ‘50s. Incredibili.

Così mentre guardo questi spot mi ritornano in mente il cuore di panna, la vespa con i Culture Club e i sogni di rock n roll che crescevano mentre diventavo teen ager in sella a una bmx.

Advertising has not always been spam in our emails. During the last century small works of art have been created to promote brands on commercials. In Italy we had tv ads directed by Federico Fellini, Pierpaolo Pasolini or Franco Battiato photographed with cowboy boots and stars and stripes trousers sit on a sofa. There was a lot of money around and investors could give you enough budget to create an original and unusual tv spot.

Franco Battiato

My friend Rosa Maria Lettieri was the art director of many famous spots on tv during the ‘80s. During this episode of #Pillole she talked about the music composed, and not only selected, for the spots . She mentioned big songwriters like Enrico Ruggeri and Eugenio FInardi performing some original songs for the Fiat 500 commercial in 1994 and making that car (ugly) look nicer.

The best part of our conversation was about the music compased for the ice cream “Calippo”. You must know that Rosa is an incredible producer. Her number one hit was “Maracaibo”. A big producer works only with excellent musicians and, to  have the right sound for Calippo , she choosed  Sergio Caputo. He is my favourte italian songwriter form the ‘80s and he also composed two swing songs for the washing machine Candy.

Now, while I am watching all these spots, my teen age memories are coming back with me with a cornetto algida, dreaming a ride on a vespa with the Culture Club as soundtrack, while I was growing up on my bmx.

Sull’estate del 1982 ho scritto una canzone. Perchè in quell’estate ho capito che volevo essere un musicista. L’ho capito premendo i tasti del pianoforte a casa. L’ho capito mentre provavo a scrivere un testo per una canzone che non sarebbe arrivata prima di altri dodici anni. L’ho capito in spiaggia mentre andava “Sono solo canzonette” nel Juke Box. Ho capito il senso di connessione con le persone. L’ho capito mentre guardavo, senza capirne molto, i mondiali di Spagna. Sentivo i sogni delle ragazze più grandi che dicevano -Però Cabrini è più bono!-. Sentivo l’euforia di mio padre che saltava sulla sedia e si sporcava di caffè la camicia. Sentivo l’adrenalina di quanto tutta Santa Caterina di Nardò saltava in piedi a urlare “Gooool”. E’ stata la mia prima festa quella dei Mondiali dell’82. E’ stato il modo più semplice per capire l’importanza della condivisione di un’emozione, di un piacere. E’ stato quel mondiale a regalarmi la visione di come avrei vissuto la mia vita: ballando, suonando, facendo festa con il sorriso in mezzo alla gente. Non ho mai seguito il calcio, però ,se quell’estate Bennato mi face capire da che parte stavo con la musica, Paolo Rossi, insieme a tutta la nazionale, mi ha regalato quella prima scossa di rock n roll. Grazie Paolo goleador. #love and #rocknroll

I wrote a song about the summer of 1982, because in that summer I had understood that I wanted to be a musician. I knew about it when I played with the piano keys at home and when I tried to write a song that arrived only twelve years later. I knew about it when I was on the beach and “Sono solo canzonette”  was played on the juke box. In that summer I discovered the meaning of connecting with people, and I made it while watching the Spain Worldcup. I could feel the teenage dreams when the girls said – Cabrini looks much better!-. I felt the euphoria of my dad jumping on the chair and getting dirty his shirt with some coffee. I could smell the adrenaline of all the people in Santa Caterina di Nardò jumping all together and screaming -Gooool!-. It has been my first party, that one of Mundial 1982. It has been the easiest way to understand the importance of sharing a feeling with other people. It was that Worldcup to give me the vision of my future life: dancing, playing, being in a party smiling and surrounded by people. I have neveer been a soccer guy, but if during that summer Bennato showed me the way for the music, Paolo Rossi, with all the national team, gave me the first shake of rock n roll. Thank you Paolo goleador.

Maradona 1986

Mi ricordo i campionati mondiali dell’86. Mi ricordo che quando toccava palla maradona rimanevano in silenzio, cioè non insultavamo. Perchè, anche se non eravamo tifosi del Napoli, tutti sapevamo che lui era qualcosa fuori dal normale: un campione da rispettare.

Del calcio non ne so niente. Non conosco le squadre e nemmeno i giocatori. La domenica, da ragazzo, preferivo passarla sullo skate o a suonare.

Maradona non era solo calcio.

Maradona era come James Brown.

Nessuno balla come James Brown.

Nessuno gioca come Maradona.

#love and #rocknroll

I remember the world cup in 1986. I remember that when Maradona played the ball we stayed in silence and we did not yell at him, because ,even if we were not Napoli supporters, we knew that he was something different: a champion that deserved respect.

I don’t know anything about soccer. I don’t know the teams or the players. When I was a young boy I spent my sundays on a skateboard or playing on guitars rather than watching football games.

Maradona was not only football.

Maradona was like James Brown.

No one dances like James Brown.

No one plays like Maradona.

 #love and #rocknroll

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